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Nunzia Schiano

1)Nunzia ci racconti come nasce la passione per il teatro?

 

Risp: Nasce da lontano.Mi ha sempre affascinato l'idea del palcoscenico,è stato amore a prima vista,che con il tempo si è fortificato,è maturato,per diventare parte di me e del mio modo di comunicare.

 

2) Ci racconti qualche anedottoto divertente che accade dietro le quinte prima di iniziare lo spettacolo?

 

Risp: dietro le quinti ci sono tante manie,chi ha tanti amuleti,più o meno nascosti;chi ha bisogno di ripetere sempre gli stessi gesti,ogni sera;chi si isola da tutti.

 

3)Ci racconti le difficoltà di realizzare uno spettacolo al teatro preparando nello stesso istante anche un personaggio al cinema?

 

Risp: Il teatro in me crea più tensioni e preoccupazioni,perchè c'è il confronto immedato con il pubblico,non puoi sbagliare,non si ripete a scena.L'approccio ai personaggi è però lo stesso.Se capita di dover affrontare cinema e teatro nello stesso periodo,quello che non deve vacillare è la....memoria!,

 

 

4)Ci fai una top five dei tuoi cinque registi preferiti ?

Fellini,Ozpetek,Riklis,Polanski,hitchcoch

 

5)Ci fai sempre una top five dei tuoi cinque film preferiti?

 

Risp: Il pianista,la sposa siriana,lacho drom,i vitelloni,mine vaganti.

 

6)Com’è stato lavorare con Alessandro tuo figlio sul set? Ci racconti qualche anedottoto divertente?

 

Risp: Giravamo Benvenuti a Nord a Castellabate,mi si è avvicinata una ragazza,dicendo che era mia nuora e voleva farsi una foto con me.Ho pensato che mio figlio Francesco,avrebbe potuto presentarmela prima!!Invece la signorina mi ha specificato che aveva deciso,da sola,di sposare Alessandro l'anno dopo.

 

 

7)Il cinema Italiano credi che è in forte crisi?

 

Risp: Quello che è in crisi ê il modo di fare e di intendere la cultura nel nostro paese!basti pensare che un patrimonio importantissimo come Cinecittà rischia la chiusura;che si preferisce spesso delocalizzare le produzioni;che alla professionalità attoriale si preferisce il low cost.In Campania ho girato film come Benvenuti a Sud,La Kriptonite nella borsa,Reality,che tanto hanno raccolto in termini di consenso,a dimostrazione che se si vuole si può!

 

8)Hai nuovi progetti in futuro?

 

Risp: quest'anno sarò molto impegnata a teatro con Sentimenti all'asta,un mio monologo;L'Avaro per i più piccoli con le Nuvole;Antigone per il Mercadante;Tre donne x due separati con Paolo Caiazzo.

 

9)Hai mai pensato di fare uno spettacolo insieme ad Alessandro ?

 

Risp: Non mi dispiacerebbe,se si tovasse un'idea carina....mai dire mai!

 

10)Credi che “Realty” sarebbe potuto essere canditato all’Oscar come film Italiano?

 

Risp: Credo di si,del resto come si dice...OGNI SCARRAFONE 'E BELLO A' MAMMA SOIA!!!!

 

 

 

 

Marco Spagnoli Giornalista & Critico Cinematografico

1)Come nasce la passione per il giornalismo, ma soprattutto per il cinema?

 

Quella per il cinema mi appartiene da sempre. Sin da quando ero bambino ho sempre pensato che il cinema e, più in generale i film, fossero la cosa più interessante e affascinante del mondo. Ancora oggi non ci sono molte cose che possono reggere al paragone di vedere un film che per me resta più che un piacere, quasi, un bisogno. La passione per il giornalismo è stata successiva, ma altrettanto forte. Diciamo che scrivere, vedere film e, oggi, anche serie televisive sono, insieme, alla lettura le esperienze intellettuali che prediligo.

 

 

2)Mi racconti qualche anedotto divertente di qualche personaggio che hai intervistato?

 

Ce ne sono molti: il più assurdo di tutti è che molti anni fa a Venezia io e Daniel Craig che ancora non era diventato 007 dovevamo fare un’intervista durante una situazione di grande caos in quella che, all’epoca, si chiamava Terrazza Martini. Ho la tenera memoria di io e lui buttati in un angolo con la gente scatenata che un altro po’ ci calpestava. Molti anni dopo quando era diventato Bond gli ho ricordato che ci eravamo già incontrati. Mi ha abbracciato dicendo “Sei tu!” come se entrambi fossimo scappati insieme ad un naufragio o alla prigionia di un campo nazista…insomma, quel livello di trauma. Penso che anche lui la ricordi come la peggiore intervista della sua vita.

 

 

3)Mi faresti una top five dei tuoi cinque film preferiti?

 

E’ sempre molto difficile, ma ci posso provare:

 

1)Oltre il giardino di Hal Ashby

2)Whisky e Gloria di Ronald Neame

3)Riusciranno i nostri a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa di Ettore Scola

4)Star Wars di George Lucas

5)Il Dottor Stranamore di Stanley Kubrick

 

 

4)Il cinema Italiano può migliorare?

 

Assolutamente sì. Soprattutto se saprà guardare a storie dal sapore europeo e abbandonerà le commedie troppo locali. Oggi come oggi i nostri sceneggiatori, ma anche i produttori sono abbastanza pigri e, dietro alle difficoltà oggettive, spesso scavano nicchie in grado di fornire degli alibi. Credo che migliorerà quando saremo tutti meno pigri e più curiosi verso l’esterno.

 

5)L'italia è in crisi c'è la possiamo fare ad uscire dalla crisi? se si quale potrebbe essere un modo per poter migliorare tutto il sistema?

 

Innanzitutto pensando al cinema come ad un’industria in tutto per tutto in cui investire e da cui, però, ottenere anche dei ricavi grazie a strategie integrate che tengano conto della peculiarità dello show business e della sua identità culturale.

 

6)Ci racconti di cosa si prova a ricevere un premio come il nastro D'argento ? ( o meglio mi spiego le tue emozioni di stare sul palco a ritirare quell'ambito premio) .

 

Sai la grande emozione è stata quella di vedere Giovanna Cau commuoversi per due volte di seguito nell’arco di una decina di giorni. Prima per il Globo d’Oro e adesso con il Nastro D’Argento.

 

Vincere un premio è la conferma di avere fatto un buon lavoro ed è ovvio che sei contento se non addirittura felice, come nel caso di avere ottenuto questo grande onore dai colleghi della stampa italiana. La grande emozione, però, arriva in altri momenti quando sei più ‘debole’ o ti coglie con la guardia abbassata. Un anno fa sono andato a pranzo con Giovanna Cau al mitico 59, il ristorante preferito di Federico Fellini. Eravamo io e lei da soli in questo ristorante pressoché vuoto. Lei mi dice: “Siediti qua” e io mi siedo. Senza guardarmi dice: “Quando venivo con Federico quello era il suo posto e io mi sedevo qui…” A quel punto mi sono quasi alzato di scatto, ma senza darlo a vedere ero molto emozionato al pensiero di trovarmi non solo al posto appartenuto a Fellini, ma in una situazione analoga a quelle che aveva vissuto lui. In quel momento sei emozionato e ti senti quasi “indegno” di tutto. O almeno, a me è successo così. Sul palco dei nastri ero molto emozionato, ma soprattutto contento che il lavoro fatto avesse ottenuto il favore dei colleghi.

 

 

Davide Melini, “L’Enfant Prodige” del Cinema Horror Italiano

I suoi cortometraggi hanno fatto il giro del mondo, riscuotendo un enorme successo di critica e di pubblico. E a distanza di vari anni, ancora si continuano a leggere articoli e notizie dei film di Davide Melini. Proiezioni, interviste e recensioni escono a ripetizione quasi ogni giorno! I cortometraggi di questo giovane regista romano stanno divenendo quasi autentici “Cult”, in quanto, sebbene siano stati visti e rivisti, hanno il potere di non perdere minimamente la loro magia e di continuare a provocare forti emozioni. La ultima importante notizia è di due giorni fa, quando Davide Melini è stato celebrato addirittura nel prestigiosissimo “Diabolique Magazine” di New York (http://horrorunlimited.blogspot.com.es/2012/03/2-new-short-films-by-italian-filmmaker.html)! Davanti a “piccoli capolavori” in grado di conquistare la nostra nazione, ma anche gli Stati Uniti, il Canada, l’Inghilterra, l’Austria, l’Olanda, la Francia, la Spagna, la Germania, la Danimarca, la Grecia, il Sud Africa e addirittura l’Australia, bisogna solo applaudire ed essere orgogliosi che questo film-maker sia nato in Italia. Proprio in terra iberica, dove attualmente risiede il regista, è uscita la sua ultima intervista presso il famoso sito “Horror Rises from Spain”. Intervistato da Elena Anele, Davide si racconta a 360º, cominciando dalla sua infanzia fino ad arrivare ai giorni nostri. Un’intervista ampia che tocca molti argomenti interessanti, legati tra loro da un solo filo conduttore: il cinema. Si passa così alle prime volte che ha frequentato i set cinematografici, alle sue collaborazioni in qualità di assistente alla regia per alcuni film (anche di grande spessore) e si analizzano con grande lucidità i quattro cortometraggi da lui scritti e diretti. Invitiamo i lettori a sentire la sua intervista audio (in lingua inglese). Qui il link diretto: https://horrorrisesfromspain.wordpress.com/2012/03/15/now-horror-rises-from-spain-march-2012-available-to-listen-online/ L’intervista comincia esattamente al minuto 14:32.

Gli splendidi aggettivi e i pesanti paragoni per descrivere questa giovane stella del cinema horror italiano, sono molteplici: chi lo accosta ai nostri Dario Argento (http://jadedviewer.com/2009/11/shortround-puzzle.html) e Mario Bava (http://www.mouthofhorror.altervista.org/puzzle.php), chi a Night Shyamalan (http://sugarpulp.it/critica/i-corti-horror-di-davide-melini?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=i-corti-horror-di-davide-melini), chi invece cita David Fincher (http://www.roguecinema.com/article1612.html), chi nomina Darren Lynn Bousman (http://www.horrormovie.it/hmdb/leggi_recensioni.asp?id=1720) e chi, per finire, parla di David Linch (http://indie.horror.it/2008/08/the-puzzle/)... E altrettanto avviene vedendo i suoi film! Per qualche critico, i suoi film hanno addirittura più suspense di quelli di Sir. Alfred Hitchock (https://www.facebook.com/note.php?note_id=10150157045895813), per qualche altro, ammaliato dalla loro bellezza visiva, tira in ballo “Suspiria” (http://www.deadfilm.net/2012/02/29/the-puzzle-short-film-review/) e “Phenomena” (http://www.slashingthrough.com/reviews.php?id=104), c’è poi chi nomina “Halloween” (http://giurista81.blogspot.com.es/2011/06/recensione-cortometraggio-la-dolce-mano.html), altri ancora citano la saga “Saw” (http://horroreffect.blogspot.com.es/2010/02/double-shorts-two-reviews-of-two-low.html) e chi infine vede delle somiglianze con gli ultimissimi film orientali, in perfetto stile “The Ring” (http://www.lamansiondelterror.net/fichaCortos.php?fIdCorto=NjI%3D).

E il diretto interessato che dice? Davide, sorridendo come un bambino, preferisce il silenzio, rifiutando qualsiasi etichetta. È un uomo che sta con i piedi ben piantati in terra, che preferisce i fatti alle tante parole. E per quelli che insistono, chiedendogli un parere, lui risponde timidamente di essere solo Davide Melini (http://sites.google.com/site/italianiallesterotv/davyde-melini---day-l-8-aprile-2010-a-malaga). E noi cosa pensiamo? Intravedendo le sue grandi potenzialità, siamo convinti che ha moltissimo da dare al nostro cinema e pertanto ci limitiamo a paragonarlo ad una piccola stella nascente… “This guy is the future of film” (“Questo ragazzo è il futuro del cinema”), scrisse di lui un critico inglese (http://horrorcultfilms.co.uk/2011/08/the-sweet-hand-of-the-white-rose-a-short-film-by-davide-melini/). Noi ci associamo a questa frase!

E se il regista romano è stato celebrato a New York, non volendo essere da meno, siamo ben felici di farlo anche noi dall’Italia. E abbiamo deciso di farlo proprio oggi, 9 di Aprile: giorno speciale per Davide, in quanto compie 33 anni!

In attesa della sua intervista presso il nostro sito e sperando di riuscire a strappargli qualche informazione sul suo nuovo film, annunciato per il 2013, ci piace l’idea di definirlo così: Davide Melini, “L’Enfant Prodige” del Cinema Horror Italiano.

 

Tanti auguri Davide!

 

 

- Per ammirare i suoi film, per leggere recensioni e interviste, per vedere foto di scena e locandine originali e per scoprire tutte le news sul nuovo film di Davide Melini, vi invitiamo a seguire il suo blog ufficiale: www.davidemelinidirector.blogspot.com

 

 

 

NATASHA MACHUCA


Trovare una bambina che riesca a stare “davanti” alla macchina da presa con assoluta professionalità, è senza dubbio un’impresa ardua. Se hanno problemi le case di produzioni con un largo budget, immaginiamo per un prodotto indipendente. Ci sono però dei bambini che hanno quel qualcosa in più… bambini che sono dotati di ottima personalità e che riescono a provocare forti emozioni. È questo il caso della giovanissima Natasha Machuca (classe 1998), che con il suo ruolo di “White Rose” nell’ultimo film di Davide Melini, “La dolce mano della Rosa Bianca”, è riuscita ad arrivare diritta al cuore di moltissime persone. Presentiamo dunque questa giovane attrice spagnola, dai capelli biondissimi e con un viso angelico.

 

Benvenuta Natasha. Raccontaci un po’ di te. Cosa fai nella vita?

 

Innanzitutto voglio ringraziarti per la possibilità di questa intervista. Riguardo a me posso dire che sono una bambina di 14 anni e la mia vita è letteralmente divisa tra la scuola d’obbligo e la scuola artistica. In quest’ultima faccio 14 ore di ballo alla settimana, danza spagnola, musica, jazz, hip hop, canto e naturalmente interpretazione. Mi piace davvero il mondo artistico, e quando ho tempo mia madre mi porta ai casting per progetti nuovi. Ultimamente sono stata a un casting per partecipare a un “musical” a Malaga, però alla fine ho dovuto rinunciare, perché gli orari coincidevano con quelli della classe di ballo.

 

Come sei arrivata ad essere scelta nel ruolo di “White Rose” ne “La dolce mano della Rosa Bianca”?

 

Dopo aver visto un annuncio nella mia accademia (l’ESAEM), mia madre mi portò a fare questo casting, perché cercavano una bambina bionda con gli occhi azzurri. In quei giorni si presentarono tantissime bambine, bionde e non, con occhi azzurri e non. Volevo a tutti i costi la parte e cercai di dare il meglio di me, senza emozionarmi troppo. La verità è che non so il motivo per cui fui scelta… suppongo perché rispettavo sia fisicamente che visivamente il personaggio inventato dal regista.

 

Qual è stata la parte più difficile da realizzare?

 

Senza dubbio quella quando stavo nel cimitero e dovevo interpretare lo zombie. Erano le 3 o 4 del mattino, ed io avevo una febbre da cavallo. Mi risultò molto difficile trovare la concentrazione, perché non stavo proprio in piedi. E addirittura ho rischiato di cadere a terra… Allora Davide ha accelerato il lavoro, anticipando le inquadrature su di me e, così facendo, mi ha permesso di terminare prima e di andare a casa. Quando rivedo quella scena, mi pare proprio di vedere uno zombie che non sta in piedi…

 

“White Rose” è un personaggio angelico e celestiale. Anche Natasha Machuca è così nella vita reale?

 

Ah ah ah. La verità sta nel mezzo: sono una bambina con molta energia e mi piace riversarla quasi interamente nell’interpretazione, nel canto e nel ballo. Quando ero più piccola ero forse un po’ più “angelica”…

 

Il solo pensiero di entrare di notte in un cimitero, ci dà i brividi. Tu cosa hai provato?

 

Per fortuna non ho messo più piede in un cimitero. Però ammetto che i cimiteri non mi fanno paura, al contrario di mia madre. La notte delle riprese mia madre si fece accompagnare da una sua carissima amica, perché aveva paura di rimanere sola. Io invece non ho problemi ad entrare in un cimitero. Inoltre, grazie a questo film, posso anche affermare che di notte sono ancora più affascinanti. È quando cala la oscurità che si possono vedere degli spiriti…

 

Come è stato il tuo rapporto con Davide Melini sul set?

 

È stato tutto perfetto. Ho appreso molte cose su come si girano i film e su come si ottengono gli effetti speciali. Davide ha avuto molta pazienza con me. Sono sicura che un giorno farà un lungometraggio vero e proprio, perché ha un talento enorme e vede le cose come pochi. È solo questione di tempo!

 

Quando hai visto il film proiettato sul grande schermo per la prima volta, cosa hai provato?

 

Mi è subito piaciuto! Quando la mia famiglia e i miei amici lo hanno visto per la prima volta, mi sono sentita strana. Ora come ora, invece, dopo tantissime proiezioni, ci sono ormai abituata. Però quando ho l’opportunità di vederlo sullo schermo di un cinema, mi impressiona sempre. C’è una netta differenza a vederlo sul grande schermo e vederlo in una televisione normale. Tutto, ovviamente, risulta migliore. Mi sono molto piaciuti gli effetti speciali e la musica. Nel piccolo schermo, invece, tanti dettagli uno se li perde.

 

Progetti futuri?

 

Anzitutto devo finire il mio processo di formazione all’ESAEM (Escuela de Artes Escenicas de Málaga), non trascurando ovviamente la scuola dell’obbligo. In futuro, visto che mia madre é inglese, mi piacerebbe iscrivermi ad una università di Londra. Per continuare a studiare cinema. Prima di questo passo, però, voglio assolutamente fare altri film… Perciò sotto con i provini!

 

 

Ringraziamo la giovane Natasha Machuca per la sua disponibilità e speriamo che questa esperienza sia solo la prima di molte altre. Il pubblico ha bisogno anche di giovani attori in grado di regalare emozioni vere e autentiche.

 

 

 

CARLOS BAHOS SI RACCONTA L'ATTORE DEL CORTOMETRAGGIO LA ROSA BIANCA

CARLOS BAHOS
CARLOS BAHOS

Al giorno d’oggi per essere grandi attori bisogna essere belli, dotati di un fisico statuario e aver partecipato a tanti programmi TV. Grandi attori che la maggior parte delle volte farebbero meglio a non aprire la bocca (molti di loro non sanno neanche cosa significhi la parola “dizione”), che sono tanto belli quanto vuoti dentro e che non regalano la benché minima emozione. Grandi attori che sono destinati a durare una sola stagione per poi passare inesorabilmente nel dimenticatoio. Purtroppo questo è uno dei tanti problemi in Italia. E all’estero che succede, invece? Anche qui, purtroppo, c’è questa regola. La vera fortuna sta nell’incontrare qualcuno che sappia fare il proprio lavoro con umiltà e con quella bravura che gli permette di emergere. Parliamo di Carlos Bahos, giovane attore spagnolo, classe 1979. La sua interpretazione di Mark, nell’ultimo film di Davide Melini, ‘La dolce mano della Rosa Bianca”, risulta assolutamente convincente. Scopriamo insieme Carlos Bahos.

 

- Ciao Carlos e benvenuto. Puoi dirci qualcosa di te?

 

Sono un giovane attore di Málaga che ha studiato “Artes Escénicas” (Interpretazione, danza e canto) e con molta predisposizione per progetti cinematografici nazionali e internazionali. Sono umile e, allo stesso tempo, ambizioso, quando si tratta di studiare e di lottare affinché i miei sogni diventino realtà.

 

- Vuoi parlarci della tua esperienza ne “La dolce mano della Rosa Bianca”?

 

Il corto è stato sicuramente un’esperienza che mi ha arricchito sotto tutti i punti di vista: profes-sionale, personale e tecnico. È grazie a Davide Melini che ho debuttato in questo genere di film.

 

- Qual è stata la parte più difficile?

 

Quando mi fanno questa domanda, rispondo sempre che la parte più difficile é stata quando Mark si rende conto di tutta la storia (proprio nel finale del film). Come quasi sempre accade, un film non si gira in sequenza, cioè dalla prima scena fino all’ultima, e questo rende più difficile la recitazione, perché non c’è continuità e si vive in una continua frammentazione. Per riuscire a trasmettere lo stato d’animo di Mark così come il regista l’aveva dettagliatamente pensato, sono dovuto entrare in uno stato di shock, mescolando emozioni di paura con quelle di rimorso. Per riuscire nel mio intento, ho dovuto chiedere qualche minuto, prima dell’inizio della scena, per riuscire a concentrarmi. Dovevo assolutamente essere un tutt’uno con Mark… e alla fine sono riuscito a dare a Davide quello che lui voleva in forma naturale, senza cioè ricorrere a lacrime artificiali, ecc. Approfitto dell’occasione per ringraziare tutta la troupe per il silenzio mantenuto in quegli attimi. C’è stato molto rispetto e una grandissima professionalità per tutto i film, ma soprattutto per questa scena speciale.

 

- Quanto c’è di Carlos Bahos nel ruolo di Mark?

 

Mi piace questa domanda. Generalmente, quando si studia un personaggio, al principio si tenta sempre di farlo avvicinare alla propria persona, di cercare delle basi comuni. Questo perché è sempre difficile costruire un personaggio al 100%. Per il ruolo di Mark, invece, sono andato un po’ controcorrente: piú mi addentravo a studiarne le caratteristiche, piú volevo tenerlo a distanza di sicurezza, perché ero estremamente attratto dalla possibilitá di creare questa nuova vita, di farlo alzare in piedi e camminare con le sue gambe. L’aspetto che mi lega maggiormente al per-sonaggio di Mark é la curiosità di scoprire le cose e, soprattutto, la voglia di stare in pace.

 

- Davide Melini è uno dei migliori registi horror che si stanno facendo largo nel panorama un-derground. Com’è stato lavorare con lui?

 

Meraviglioso! Sarei onorato di tornare a lavorare con lui. Se posso, ne approfitto per fare un ap-pello direttamente attraverso questa intervista: “In qualsiasi punto della terra mi trovassi, sarei felicissimo di sentire il mio telefono squillare e che sia Davide Melini per parlare di un suo nuovo film”. La veritá é che Davide é un grandissimo regista (e non sono certo io a scoprirlo!): una sola scena di un suo film, vale piú di mille parole! Inoltre, sebbene ci siamo incontrati per la prima volta quando si effettuarono i casting del film, é un grande amico. È un regista come pochi ce ne sono, che sa quello che vuole, che sa parlare con gli attori e spiegare ciò che si aspetta da loro. E questa sua virtù non si riscontra solo con gli attori, ma anche con qualsiasi membro della troupe. In poche parole, rende il film di una semplicità disarmante.

 

- Il vostro film è stato proiettato un po’ ovunque (dall’Italia alla Spagna, dall’America al Sud Africa), riscuotendo un grande successo. Cosa ne pensi? E qual è stata la prima impressione, quando hai potuto vederlo sul grande schermo?

 

Siceramente sono rimasto sorpreso. Ciò non è dovuto al fatto che il corto non merita i riconoscimenti che ha avuto, tutt’altro. La veritá è che in tali casi diventi come un bambino che si emoziona ogni volta che viene proiettato in un cinema. Ha viaggiato piú il film in festival internazionali che io stesso! È una grandissima soddisfazione vedere il proprio film ricevere questi omaggi, queste critiche e questi premi. Si tratta di un film dove ogni aspetto è stato curato con la massima attenzione e dietro il quale ci sono tanti professionisti che hanno partecipato con il loro impeccabile lavoro. È qualcosa che veramente mi emoziona!!!

 

- Hai dei progetti futuri?

 

Sì, grazie a Dio. Non mi voglio certo fermare ora! Continuerò a recitare in televisione, al teatro e sicuramente al cinema.

 

Ringraziamo per la disponibilità Carlos Bahos, augurandogli una carriera ricca di soddisfazioni.

 

CARLOS BAHOS
CARLOS BAHOS
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PATRIZIO RISPO

La passione per diventare attore come è nata?                              

Quando ho capito,che non ero un bambino “zelig”, come temevano i miei genitori vedendomi cambiare continuamente a seconda di chi frequentavo, ma che subii fortemente il fascino degli altri. Allora sapere che facendo questo mestiere avrei potuto raccontare tante vite e tante personalità ho risolto la mia vita e i timori dei miei genitori.

 

Soprattutto so che è un grande tifoso del Napoli ci racconta qualcosa sulla sua passione per il Napoli Calcio? ma soprattutto per la città di Napoli?

 

Napoli è tutto per me è la mia forza ispiratrice è la mia famiglia.

Ho lasciato la mia città molto giovane e sono andato a vivere a Roma per fare l’attore italiano…ci sono stato più di 20 anni per poi tornare qui e avere successo come “napoletano” doc. Io lotto perché Napoli cambi e possa avere quello che merita: ricchezza grazie al turismo e attenzione non solo per i nostri guai,ma per la nostra straordinaria cultura e per le meraviglie che abbiamo. Il calcio è più una passione di Raffaele che la mia,ma sono orgoglioso di quello che sta facendo la nostra squadra e vedere le partite è un rito che vivo con mio padre.

 

Ci racconta qualcosa di più di lei? Ossia i suoi film preferiti ma soprattutto i suoi registi preferiti?

 

Amo il grande cinema:Bertolucci,Tornatore Sorrentino, Coppola Tarantino insomma il cinema epico fatto di

Grandi emozioni e poche parole. Amo gli sguardi le piccole cose e la capacità del cinema di immergerti in luoghi e tempi lontani o sconosciuti.

 

Che consiglio darebbe ai giovani d'oggi che si vogliono avvicinare al mondo dell'arte?

 

Dovrebbe riesserci un mondo dell’arte e della cultura come quello che ha affascinato me per avvicinare i giovani che ora sono attratti solo per apparire e non per il gusto di recitare. Oggi non so se avrei fatto la mia scelta artistica visto lo stimolo culturale che c’è in giro!!! Comunque il consiglio è sempre quello di studiare e studiarsi!!!

 

Secondo lei riusciremo ad uscire dalla crisi? il mondo dello spettacolo come affronta la crisi economica a  livello mondiale?

 

Temo ancora che duri questa crisi perché è mondiale:vanno reinventati i modelli economici e morali. Lo spettacolo più di tutti sta patendo i tempi che viviamo,ma è anche dal nostro mondo che stanno partendo stimoli e atteggiamenti per cambiare le cose!!!

In bocca al lupo a tutti!!

 

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ALBERTO PASTORELLI

Ci racconti com'è nata la passione per Riccardo Cocciante ?

 

Premetto che la passione per la musica mi porta ad apprezzare e ad amare più di un cantante o cantautore nel panorama musicale internazionale, ma se dobbiamo rimanere nel nostro paese e puntare il dito contro qualcuno di veramente importante  perchè non dirigersi verso il Maestro  Riccardo Cocciante ??? Lo ritengo un personaggio unico nel suo genere… usa la sua sensibilità per scrivere le proprie poesie sull’amore, sulla libertà e l’amicizia… di assoluta rilevanza quando propone brani storici sull’amore controverso che probabilmente hanno segnato lui ancor prima di esprimerli in canzone… questo suo sentimento si riconosce dalla passione mescolata alla rabbia con le quali lui interpreta un momento profondo, ma molto amaro di vita a due (vedi “Bella senz’anima” o “Era già tutto previsto” oppure “Quando finisce un amore”).  Seguono brani d’amore come “Margherita” dove Riccardo esterna tutta la sua passione positiva oppure brani come “Un nuovo amico” dove Cocciante descrive la vera amicizia fra gli uomini, un amicizia vera in tutta la sua semplicità.

 

Come hai capito che potevi diventare il suo sosia ?

Musicalmente sono un autodidatta, vivo di musica da oltre vent'anni esibendomi in coverlive di vario genere, sono specializzato e molto accurato però nello scegliere brani indimenticabili che riguardano gli anni ’60 che ritengo i migliori sotto l’aspetto dei testi che oggi ben poco si ha l’occasione di ritrovare in un autore moderno…  non tralascio nemmeno i ’70 e gli ’80… ho frequentato molte location d'Italia anche prestigiose, giardini estivi  e alberghi montani  nei periodi invernali... da sempre però  chiunque incontri per strada o nei locali dove lavoro, non cede e non ha mai ceduto alla tentazione di farmi notare la straordinaria somiglianza fisica e vocale al Maestro Riccardo Cocciante. Questa opportunità di fare il sosia , forse anche superficialmente, non l’ho mai colta se non nel momento che, quasi per gioco, nel 2008 partecipo a un casting organizzato da Endemol per Mediaset dove si cercano cantanti che assomiglino a qualche personaggio famoso del panorama musicale… inutile dire che, effettuato il “provino” vengo spedito direttamente nella prima puntata… una puntata che mi vede in gara conto 9 concorrenti sosia. Dopo varie manche  vinco la sfida e di conseguenza la puntata con uno strepitoso  77% .     

La passione per la musica com'è nata ?

 

La mia passione per la musica nasce  fin da bambino… ricordo che da ragazzini ci si chiudeva pomeriggi interi in un garage e si strimpellava fino a sera tra amici con i pochi e poveri strumenti che il momento ci poteva offrire… la formazione musicale di ognuno poi si creava piano piano proprio in conseguenza di questa passione che non si esauriva e che proprio non voleva abbandonarci mai… Per me è uno shock quando vedo che oggi i ragazzi non si accontentano di nulla e si impasticcano dentro alle discoteche o si schiantano ubriachi durante il ritorno a casa lasciando i genitori con un  “buco profondo affettivo” incolmabile… rimpiango veramente i miei tempi dove con poco o niente ci si divertiva pur rimanendo sani dentro e fuori.

 

Che consigli dai hai giovani d'oggi che vogliono affrontare il mondo dello spettacolo ?

 

Il mondo dello spettacolo oggi è molto difficile, come, malgrado tutto, lo è ancora oggi per me… bisogna avere tanta passione e costanza senza mai scoraggiarsi… a mio avviso bisogna avere comunque quel piccolo momento di fortuna, cioè quello di possedere un discreto quoziente di talento e trovarsi nel posto giusto, al momento giusto.

 

La tua famiglia ha creduto nelle tue capacità artistiche ?

 

La mia famiglia ha sempre creduto nelle mie capacità artistiche… ha sempre creduto però allo stesso concetto che ho espresso prima … se non ci si trova nel contesto giusto nel momento giusto anche un grande talento rimane nell’ombra.

 

I tuoi progetti del futuro … qualcosa ci puoi svelare ?

 

Ci sono sempre progetti per il futuro e tanti sono anche in cantiere, ma preferisco, per scaramanzia e per abitudine, non svelarli, anche perché c’è sempre in agguato qualcuno dietro alle spalle che vuol “clonare” le tue idee.

 

Ringrazio in modo particolare Giuseppe Borsella per avermi dato l’opportunità di esternare il mio umile punto di vista… Un caro saluto e un abbraccio a tutti.

Mio My Space ; http://www.myspace.com/alstorellimusic 

Sito ufficiale dedicato al tributo a Cocciante ; http://www.tributococciante.it/tribute/

 

 

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GIANFRANCO GALLO

Ci racconta la passione per il teatro ed il cinema come nasce ?

 

Ho sempre respirato aria di palcoscenico, mio padre Nunzio Gallo ha vinto San Remo, Canzonissima , ha preso parte a tantissimi films, mia madre ha recitato diretta da Eduardo. La mia vena di scrittore ed autore però mi stava per portare alla laurea in Giurisprudenza come veicolo per giungere ad una carriera di giornalista, poi il debutto con Roberto De Simone mi tirò via da quella possibile vita. Il Cinema come il Teatro lo vedo come possibilità di fare cose mie, in Teatro è da anni che ci riesco, nel Cinema ancora non ho potuto esprimere il mio mndo, anche se ho vinto alcuni Festival con un mio cortometraggio .

 

Da cosa ha capito che poteva diventare attore ?

Ho capito di "dover" fare l'attore perchè come tutti gli attori che si rispettino, sono partito da una mia grande timidezza.


Secondo lei L'Italia può uscire dalla crisi mondiale ?

Questa crisi è planetaria, se gli essere umani si comprendessero di più, se non ci fosse un terzo della ricchezza nelle mani di pochissimi non ci saremmo arrivati, per andare avanti bisogna cambiare il pensiero umano.


Ci racconta se vuole qualche progetto per il futuro ?

Uno dei miei progetti in corso è una versione filmata e recitata del mio libro "Napoli da sotto a sopra" uscito lo scorso febbraio.  


Ha qualche sogno nella vita che vorrebbe realizzare oltre ad essere un bravo attore ?

Gran parte dei sogni che avevo li ho realizzati...tutto quel che viene è grazia di Dio!

 

 

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BOB FERRARI

L'idea come nasce per questo film?

Ho fatto molti cortometraggi, ho fatto cabaret, ho fatto l’autore televisivo, ma solo 2 anni fa ho deciso che per essere veramente felice dovevo provare seriamente a scrivere, dirigere e interpretare un lungometraggio. E l’ho fatto mettendo in scena ciò che conoscevo meglio: me stesso. “L’amore in ballo” è un film costato 400 euro, un prodotto di una povertà imbarazzante ma secondo me pieno di idee. Racconta il dialogo continuo tra un uomo e una donna che si trovano a dover passare due ore insieme loro malgrado, contrapposto ai pensieri di lui, mostrati allo spettatore sotto forma di monologo comico. Non mi è mai capitata la vicenda narrata nel film, ma i pensieri, quindi la malattia mentale, sono i miei. E “L’amore in ballo” si regge sul punto di vista del protagonista, cioè il mio, senza contare le sue paranoie, i suoi gusti e le sue idiosincrasie. Per un periodo, sono uscito con una ragazza conosciuta ad una proiezione del film. Prima mi ha considerato un genio della comicità, poi si è accorta che non avevo creato nulla e che ero esattamente come nel film. Adesso mi disprezza e non la sento più. Lo so, questa sembra una gag che dico per risultare simpatico. Non lo è.

Come è nata la passione per il cinema?

Mi sono nutrito di film e telefilm da sempre e già in classe, alle medie, mettevo in scena le parodie di quello che avevo visto la sera prima. Amo la sala buia del cinema e passo tutto il tempo del film che sto vedendo, invidiando chi è sullo schermo. Una voglia di esibizionismo così forte e una passione sfrenata per tutto ciò che è spettacolo non potevano che farmi avvicinare al mondo del cinema, della televisione e della radio.

Hai mai avuto difficoltà per questa passione? "la tua famiglia ha creduto nelle tua capacità artistiche oppure ti è stata contro"?

Fino ai 30 anni ho sempre avuto tutti contro. Poi si sono arresi... forse speravano che prima o poi prendessi la retta via. Ma inutile, certe passioni rimangono attaccate alle tue ossa per sempre.

Nella vita speri di raggiungere un obiettivo? se si quale? attore cinematografico oppure Speaker radiofonico? 

Non mi ritengo uno speaker radiofonico, ma semplicemente un interprete di sketch radiofonici. Quello che cerco sempre di fare è interpretare dei personaggi. Quindi la risposta è "attore cinematografico", ma spero di continuare con successo a fare le mie "buffonate" anche in radio, mezzo espressivo che ho scoperto da pochissimo e che ritengo sensazionale.

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FEDERICA BAIONI

Le date dei prossimi concerti di federica : 
19 Novembre ore 21.00 - TEATRO FLAVIO VESPASIANO - RIETI - "VOCI CHE CHIAMANO
26 Novembre ore 21.00 - TEATRO DEL SALE - FIRENZE
8   Dicembre ore 21.00 -  TEATRO MISA - ARCEVIA (AN)
23 Dicembre ore 21.00 -  AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA - ROMA
  • 1)   L'idea di questo disco com'è nata?

L'idea di fare un disco c'è sempre stata. Dopo anni di gavetta nei locali avevo esigenza di scrivere qualcosa di mio che mi rappresentasse al meglio, e nn essere solo interprete di canzoni di altri. Dopo aver cantato a Roma e all'estero, suonato in vari contesti dall'etnica al jazz, volevo mettere la firma su un mio progetto che a febbraio scorso finalmente è diventato un disco edito dalla 103 Edizioni di Milano e distribuito dalla Edel. Il titolo è ironico: "La Vetrina delle Vanità" e prende in giro bonariamente i social network e quel mondo di discorsi da bar e vanità volute o inventate che il popolo della rete posta ogni minuto sui social per sentirsi parte di un gruppo e non rimanere nell'anonimato. Un mio amico di NY mi chiese l'amicizia e mi propose di iscrivermi a questa diavoleria. Dopo la diffidenza iniziale ho ceduto alla rete, scrivendo di getto il brano che da il titolo al disco. Oggi a distanza di tempo ritengo lo strumento dei social tra i più utili e immediati per promuovere e comunicare con quanti seguono il mio progetto artistico. Quindi che ben venga usarli senza essere però una "facebook victim"!! 
 
  • 2) Come ti sei avvicinata alla passione della musica ?
La musica a casa mia c'è sempre stata. Dai viaggi in macchina fuori porta con la mia famiglia alle canzoni a squarciagola cantate con il finestrino aperto che io e mio padre intonavamo in viaggio. Ricordo con affetto mia nonna che mi cantava le più belle ninne nanne della storia della canzone popolare romana. Sono cresciuta, lo dico spesso e ne vado fiera, a latte e stornelli e malgrado non provengo da una famiglia di musicisti e non sono una figlia d'arte, la musica è sempre stata la colonna sonora della mia vita. Mio padre tornando da viaggi all'estero mi portava sempre tanti dischi in vinile di Barbra Streisand, Liza Minnelli e Julio Iglesias (si anche lui!) e non disdegnavo mai di cantarci sopra e cercare di metterli sempre nella mia playlist quotidiana. Per usare un termine radiofonico... Il musical è un'altra mia grande passione. Ricordo a 9 anni quando ho visto per la prima volta a NY il musical "Annie" non la smettevo più di cantare, ho seguito poi dei corsi di danza, mimo e recitazione e il palco nn l'ho più abbandonato. Laureandomi poi con una tesi in storia e critica del cinema dedicata alla trilogia dei film anni'70 di Bob Fosse (Cabaret, Sweet Charity e All That Jazz) ho coronato un sogno: scrivere e analizzare i suoi film che ho da sempre amato. La lode è stata la ciliegina sulla torta!
 
  •  3 )  Che consiglio daresti ai  giovani d'oggi che si vogliono avvicinare alla musica ?
Non credo di essere la persona adatta a dispensare consigli ma onestamente credo che la nostra sia una generazione di grandi acrobati. Riuscire a sbarcare il lunario con la musica è un sogno per pochi e bisogna andare fino in fondo. Coltivare la passione per quello che stai facendo ti fa sentire vivo e non devi mai abbandonare la presa perchè le cose belle succedono solo se le vuoi veramente, se le cerchi e perseveri. Lo studio, l'affidabilità, la tenacia, la buona volontà ed una ricca dose di umiltà fanno il resto. Ma soprattutto la gavetta, lo voglio ricordare. Vincere un talent o avere una grande occasione discografica senza aver mai suonato in un garage o in una cantina davanti ad un pubblico da bar sintonizzato sulla partita di scudetto o interressato a bere e schiamazzare non vale nulla, credimi. Consiglio a chi vuole avvicinarsi ad ogni mestiere artistico e non solo, di credere in se stesso ma nn rinunciare a "sporcarsi le mani" ed esibirsi specie all'inizio davanti ad un piccolo par terre in condizioni estreme, solo quello ti da la vera forza di andare avanti e ti fa essere pronto a tutto, anche ai palchi delle grandi occasioni. E' come un po' il mestiere del cronista che prima di andare sul campo a riportare una news sia nazionale che internazionale, deve aver passato le piccole inchieste di quartiere e i notiziari regionali delle piccole emittenti "camera e cucina" per intenderci. Ma questa è un'altra storia...
  • 4)  Hai avuto difficoltà nella vita con la tua famiglia ? oppure credvano nelle tue capacità  artistiche ? 
La mia famiglia lo ripeto, malgrado non vengo da un mondo di artisti o musicisti mi ha sempre incoraggiato. Sono i primi a venirmi ad applaudire ad ogni spettacolo o concerto che mi capita di fare. Magari uno scetticismo iniziale sulle mie scelte specie in passato c'è stato ma poi mi hanno lasciato libera di decidere e seguire le mie ambizioni. E oggi a distanza di tempo li ringrazio ancora. Mio padre, in particolar modo, assomiglia molto alla madre di Tony Manero nel film Staying Alive. Un teatrino che si ripete ad ogni mio live: si siede tra il pubblico e comincia a colloquiare con il vicino di posto dicendo fiero: "Quella è mia figlia!". E puntualmente quando incrocio il suo sguardo applaude sornione ad ogni mia sillaba. Un fan sfegatato.
 
  •  5)  Dario Esposito   batterista , giuliano valori al pianoforte , Maurizio Perrone al contrabbasso , ci racconti la loro conscenza com'è nata ? 
I miei musicisti mi accompagnano da una decina d'anni. Un sodalizio che continua e di cui sono molto felice. Dalla stesura dei brani agli arrangiamenti, ai live e ai tour in giro per lo stivale e anche all'estero. Che dire, loro sono i miei 3 moschettieri, compagni di viaggio inseparabili a cui devo molto. Il disco è nato con loro ed è frutto di un percorso insieme.

  • 6)  Penserai anche di fare colonne sonore cinematografiche ? 
 
Fare colonne sonore con la mia musica? Beh si, decisamente, è una cosa che spesso mi è stata proposta e ne sarei davvero onorata. Se poi si trattasse di una pellicola italiana ancora meglio. Il made in Italy mai come in questo momento ha bisogno di essere incentivato e promosso. E quindi si la mia musica al servizio di un buon film. Ci sto!




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Commenti: 2
  • #1

    Gianluca De Bei (giovedì, 24 novembre 2011 17:41)

    Ho avuto modo di assistere ad un suo live. Non la conoscevo. Meriterebbe più attenzione da parte della stampa specializzata. E' un vero talento ed ha una super band molto affiatata. Come artista e donna è una gran bella persona e questo traspare fuori e dentro il palco attraverso ogni singola parola e nota. Secondo me tutto ciò e specie oggi non guasta. Le auguro tutto il successo che merita! G.

  • #2

    Giuseppe staff " Cinema Che Passione " (lunedì, 28 novembre 2011 00:17)

    Ciao , Gianluca grz per il messaggio , la seguirò moltissimo a Federica merita tantissimo come artista .

LELE DINERO

La passione per il ballo com'è è nata? 


L'ho sempre avuta innata essendo un ballerino naturale..quando ero piccolino mi divertivo a far ballare le amiche di mia madre o di mia sorella..

 

Come hai capito di avere la passione per questo tipo di danza? "o meglio come ti sei appassionato alla febbre del sabato sera?

 

"Avevo 15 anni quando vidi per la prima volta i films "La febbre del Sabato sera" e "Grease" di John Travolta..rimasi affascinato dal carisma di questo personaggio e cosi' decisi di impararne tutti i movimenti mandando al rallenty su video i suoi passi di danza..poi andavo nelle discoteche di Rimini dove sono nato e ripetevo quei passi quando mettevano le musiche di quei films e notavo che la gente si emozionava vedendomi ballare come John!

 

Come hai capito che questo poteva essere la tua strada lavorativa?

 

"Notando che quel genere faceva presa sulla gente ad un certo punto mi dicevano che potevo farmi pagare per ballare in Italia come John Travolta.."

 

Da quanto sei diventato un ballerino professionista?


Da quando nel 1989 esegui' quel tipo di ballo alla discoteca Pascia' di Riccione e guadagnai le mie prime 100 mila lire...poi cominciai a girare per varie agenzie di spettacolo a proporre quel genere di show e nel 1991 ci fu' il mio esordio in Rai proprio a "Stasera mi butto" dal Bandiera gialla di Rimini..da li' ogni anno fino ad oggi sono entrate serate varie anche con ballerine da me selezionate (le fever girls) e da me preparate personalmente a livello coreografico..ho anche fatto dei corsi di danza Jazz televisivo e funky Jazz senza perdere lo stile del mio maestro di ballo Travolta pero'..

 

Hai mai avuto qualcuno che criticava la tua passione? O meglio la tua famiglia ha creduto nelle tue capacità artistiche?


"Non mi sono mai curato delle critiche perche' spesso sono mosse dall'invidia ed io stesso cmq sono molto autocritico perche' penso che si possa sempre migliorare nel tempo con l'esperienza..sono sempre andato avanti per la mia strada incoraggiato anche dalle esortazioni del pubblico che veniva a vedere il mio show e restava sempre incantato dal mio modo di ballare come John Travolta..Mia madre ha sempre creduto in me,purtroppo l'ho persa due anni fa ed ora mi segue dal cielo come un angelo..mio padre era contrario perche' non crede in quell'ambiente dello spettacolo..ma mi hanno lasciato sempre libero di fare quello che volevo.. nel 2008(in occasione del 30 esimo anniversario del film "LA FEBBRE DEL SABATO SERA"  ho ideato il sito www.lafebbredelsabatosera.com,il primo al mondo con lezioni di ballo online dove insegno a ballare direttamente dal pc i passi di John Travolta!si tratta di 10 videocorsi di ballo gia' registrati ed acquistabili su http://www.lafebbredelsabatosera.com/lezioni.php!

 

Il primo e' in omaggio..invito a provarlo! La Dance Fever che insegno online e durante le mie serate dal vivo e' veramente un ballo divertente alla portata di tutti..poi nella mediagallery si possono vedere alcuni miei balletti in tv e nella home page un video divertente..per essere "travolti" da una vera febbre allo stato puro! ;) Un saluto fever dal Tony Manero italiano!

 

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La passione per diventare attore come nasce?

Vengo da una famiglia d’Arte, mia madre attrice nelle compagnie di Taranto, Eduardo…mio padre Nunzio Gallo, grandissimo artista, vincitore di Festival di San Remo, Canzonissima, Festival di Napoli e poi tanto Teatro e Cinema…quindi la cosa è stata abbastanza naturale…lavoravo a Teatro d’estate e l’inverno dovevo studiare, appena finito il liceo classico ho incominciato da “professionista” nel lontano 1987 con Carlo Croccolo nel Tartufo di Moliere.

 

I tuoi film preferiti quali sono ?

“C’era una volta in America” di Sergio Leone è il film che più di tutti mi parla di cinema, con le sue sequenze lente, la scelta della fotografia, insomma mi sembra un vero e proprio inno al Cinema. Poi c’è un film stupendo, è argentino credo “Il Segreto dei suoi occhi”, e poi “Miracolo a Milano”, “Ladri di biciclette”…

 

Ci racconti i tuoi sogni nel cassetto che non hai ancora realizzato ?

Il cassetto è sempre pieno…anzi, pienissimo. Di sicuro un film tutto mio con mio fratello Gianfranco, e poi tanto lavoro, tanto Cinema e Fiction ma in special modo la consapevolezza di poter scegliere quello che vuoi fare…è un lusso da pochi….

 

Secondo te la crisi in Italia può essere superata ?

L’Italia ha vissuto momenti peggiori…come si dice: l’amico lo riconosci nei momenti di bisogno?... e pure l’italiano…

 

Il mondo dello spettacolo soffre per causa della crisi ? che consigli dai ai giovani registi o attori che vogliono intraprendere questa carriera ?

La crisi prende tutti…ci sono meno produzioni, meno film, meno lavoro…ai ragazzi dico di credere in quello che fanno ma gli chiedo tanta professionalità…è l’unica arma che hanno per lavorare senza farsi sfruttare…

 

Ci racconti di qualche progetto futuro? Soprattutto come è stato lavorare con Edoardo De Angelis nel film di mozzarella Stories ? ....

Sto finendo di girare “Il Clan dei Camorristi” ,per taodue  andrà in onda su Canale 5 l’inverno prossimo. Quest’anno è andato in onda un film per la tv su raiuno “Il segreto dell’acqua”, poi a Cinema “Mozzarella Stories” e “La Kriptonite nella borsa”, ora ho girato il nuovo di Ferzan Ozpetek “Magnifica Presenza”…non mi posso proprio lamentare…lavorare con Edoardo è stato semplicemente fantastico, possiamo dire che è stato un incontro speciale…è un grandissimo talento!

 

 

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